mercoledi 10 e 17 maggio 2017 ore 20:30 per la rassegna CLASSICI DEL SECOLO FUTURO

MERCOLEDI' 10 e 17 MAGGIO 2017 ore 20.30
L’ISOLA MAGICA
da “I Giganti della montagna” di Luigi Pirandello

Scritto ed interpretato da:
Lorenzo Caldarozzi, Alberto Fumagalli, Alice Hardouin Bertini, Francesco Massaro, Silvia Parasiliti Collazzo

 

"Sto scrivendo una cosa di così esasperata esaltazione, che ogni controllo mi manca, sono come in preda a un vento che mi porta in alto, in alto (questo lo sento) e lontano, lontano"  scriveva Lugi Pirandello a Marta Abba nel 1930. Stava parlando de I giganti della montagna, opera che non avrà timore a definire il suo “capolavoro” e sui cui segreti i più grandi uomini di teatro, a cominciare da Strehler, si sono interrogati a lungo, partendo dai suoi contenuti filosofici. Come abitare l’arsenale delle apparizioni, che cosa inventare, quali piccole magie compiere, quali illusioni si possono accogliere e quali invece vanno rifiutate, cosa è vero e cosa è falso? Dalla sua villa «che ogni notte si mette da sé in musica e in sogno», il mago Cotrone evocherà un altro grande personaggio, il Prospero de La Tempesta, padrone e prigioniero di un’isola incantata abitata da spiriti aerei e creature terrigne che parlano la lingua della poesia. Un omaggio all’ultima opera di Pirandello che chiama a sé il testamento letterario di Shakespeare. Il tutto dentro i confini di un’isola che non è mai veramente al buio, poiché si accende tutte le volte che un atto creativo si compie.

 

la foto della locandina è di Daniele Prato

 

DURATA SPETTACOLO: 45 minuti
PREZZO BIGLIETTI: €.8,00

 

info e prenotazioni: 
botteghino del Teatro 06 6794753
contattaci>>

 

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Il progetto “Classici del secolo futuro” è la riscrittura contemporanea di alcuni autori classici del teatro: Checov, Shakespeare, Beckett e Pirandello. Atti unici della durata di un’ora al massimo che restituiscano il nucleo pulsante e vivo del concetto stesso di “classico”, opere imprescindibili che raccontano l’umanità, la specie che in questo scorcio dell’eternità è dominante sul pianeta. Riappropriarsi in modo contemporaneo di questi oggetti spettacolari significa restituire loro non solo la contemporaneità, ma rileggerli alla luce di quello che intanto è accaduto nelle vite nostre e del pubblico. Si occupano, infatti, della riscrittura e dell’interpretazione dei testi gli allievi del Terzo anno della Stap, Accademia di recitazione, drammaturgia e regia, provocati e sostenuti dagl’insegnanti e dalle molte esperienze creative vissute nel triennio. Nel rispetto di un teatro sinceramente popolare, che sventi la pregiudiziale di noioso intellettualismo di cui spesso sono stati tacciati i grandi autori rappresentati.