“ Il desiderio di esprimere il nostro pensiero e di capire  il pensiero altrui è l’amore. Per cui essere maestro, esser sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere  amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa.”
Lorenzo Milani

“Un uomo solo al comando…” Un prete in bici sale il monte Giovi. Si dirige verso Barbiana. Un luogo nascosto, più  isolato di quanto si possa immaginare, difficile, duro. Solo un pazzo poteva restare lì,  in quelle condizioni… o un santo che accetta di essere solo contro tutti, alla ricerca  della Verità con coerenza, fino in fondo, fino alla rottura, fino all’ultimo…agli ultimi. Lorenzo in nome della libertà che lo chiamava a dire la Verità ha iniziato un viaggio  che lo ha reso cristiano, prete, parroco, maestro, scrittore, profeta, intellettuale,  ribelle. Un prete solo a Barbiana…Un prete solo davanti alla morte…Un attore solo  in scena…Racconta la storia di Don Milani con le parole di Milani, con la pretesa di  essere oggettivo: nulla di questa narrazione è inventato, ogni frase dello spettacolo è  stata pronunciata da Don Lorenzo. L’attore non ha bisogno di macchine teatrali, di trucchi, di scenografie ma solo della  storia di questo prete. E’ la sua Verità, è convinto che la bellezza e l’energia di quelle parole rendano ricco  un teatro apparentemente povero di oggetti. Perché chi ha conosciuto Milani sa che è  proprio lui in persona a mettere con le spalle al muro, sa che è proprio lui ad essere,  nel panorama del cattolicesimo italiano del Novecento, la testimonianza più  emblematica e significativa.