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Dal 28 Aprile al 8 Maggio 2025

NELLA PANCIA DEL PESCECANE – CASA DI RECLUSIONE REBIBBIA

Liberamente ispirato a “Pinocchio” di C. Collodi

Drammaturgia collettiva a cura di Emilia Martinelli e Tiziana Scrocca
Di e con i detenuti della casa di reclusione di Rebibbia
SEBASTIANO | FEDERICO | CHRISTIAN | ANIELLO | THOMAS | GIORGIO | DOMENICO | SAMUELE | GAURAV | MATTEO | ANDREA | DANIELE | CRISTIANO

Funzionario Giuridico Pedagogico Dott.ssa Sara Macchia
Musiche originali di Daniele D., Assia Fiorillo, Andrea Filippucci
Disegno Luci Giorgia Merlonghi
Registrazione e arrangiamento del brano “C’era il mare” a cura di Assia Fiorillo e Matteo Panzironi
In collaborazione con la Casa di reclusione di Roma Rebibbia
PROGETTO REALIZZATO CON I FONDI DELL’8X1000 DELLA CHIESA VALDESE

Si ringraziano: l’Associazione Dire Fare Cambiare per consulenza e registrazione brano inedito con uno degli attori e la Società Hubstract Made for art per la realizzazione del video

 

regia di Regia di EMILIA MARTINELLI | TIZIANA SCROCCA

Liberamente ispirato a “Pinocchio” di C. Collodi

Il progetto nasce in collaborazione con la Casa di Reclusione di Rebibbia, con cui in questi anni l’Associazione Teatrale Culturale Saltimbanco ha promosso vari progetti. Nella pancia del pescecane è il frutto di un laboratorio di drammaturgia ispirato al Pinocchio di Collodi a cui hanno partecipato 14 detenuti che saranno sul palcoscenico della Sala Umberto con questo spettacolo cucitogli addosso dalla maestria delle registe Emilia Martinelli e Tiziana ScroccaIl progetto si è potuto realizzare grazie ai fondi dell’8×1000 della Chiesa Valdese.

Attraverso il racconto di Pinocchio gli interpreti percorrono un viaggio introspettivo, indagando la propria condizione emotiva. Tramite l’improvvisazione e le tecniche teatrali il loro vissuto diventa narrazione.

C’era una volta un pescecane… e dentro la sua pancia c’erano tanti Pinocchio, non uno, ma quattordici! Ognuno con la propria storia. Persi in mare, il pescecane li ha inghiottiti.

Ora sono tutti lì, fermi e aspettano.  Non vogliono farsi digerire però, non vogliono perdere loro stessi, la loro umanità, e allora si raccontano. Ripercorrono alcune delle avventure di Pinocchio, un burattino nato senza fili che si è lanciato nella vita, che un giorno è inciampato ed è caduto.

Nei loro ricordi i Pinocchio incontrano un Gatto e una Volpe di borgata, una Fatina pugile, un Mangiafuoco slavo, un Lucignolo di strada, e poi ritrovano anche un padre, una madre, abbracciano l’amata, chiedono perdono ad un figlio. Dalla pancia del pescecane ognuno fa emergere il proprio Pinocchio, ripercorrendo momenti e incontri importanti della vita.

Memorie che rischiano di dissolversi nella pancia del pescecane. Risuonano le loro voci per resistere e farsi compagnia, per aspettare il momento in cui finalmente il pescecane aprirà la bocca. Un momento pieno di desiderio ma anche di paura. “Non è facile tornare a riva, diventare un uomo libero. Ci vuole un Tonno amico, un caro che ci aspetta, che ci prende per mano e cammina con noi” -raccontano gli attori.

“Nella pancia del pescecane” è la storia di tutti i Pinocchio che provano a crescere con sincerità, quelli a cui il naso si allunga palesando la bugia, l’errore. Le sue cadute sono evidenti, non sono nascoste dietro sorrisi all’occorrenza e inganni quotidiani.

Pinocchio è vero, reale, umano. Pinocchio siamo tutti noi quando cadiamo e ci rialziamo.