ARLECCHINO MUTO PER SPAVENTO
CommediaGrandi Autori
ARLECCHINO MUTO PER SPAVENTO
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Dal 3 al 6 Dicembre 2026

STIVALACCIO TEATRO

ARLECCHINO MUTO PER SPAVENTO

soggetto originale e regia MARCO ZOPPELLO

Ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte di Luigi Riccoboni

con (in o.a.) SARA ALLEVI |  MARIE COUTANCE |  MATTEO CREMON | ANNA DE FRANCESCHI | MICHELE MORI |  STEFANO ROTA | PIERDOMENICO SIMONE |  MARIA LUISA ZALTRON | MARCO ZOPPELLO

produzione Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Verona / con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e della Fondazione Teatro Civico di Schio

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Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del ’700, qui riproposto per la prima volta in epoca moderna, Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana di fare di necessità virtù.

1716. Dopo circa quindici anni di esilio forzato, i Comici Italiani tornano finalmente a essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto.

Luigi Riccoboni, in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (nomen omen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi.

Ma il Visentini non parlava la lingua francese, mancanza imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto… per spavento!

Uno spettacolo dove gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano tra le smorfie inamovibili delle maschere. Dove gli intrecci si ingarbugliano sull’equivoco e lentamente si dipanano tra le dita dei personaggi.

Ma se queste esili trame, se questo mondo surreale e fantastico, eco lontana di uno splendore teatrale italiano, eclettico equilibrismo sul filo della storia e della tradizione, se queste eteree figure ci permetteranno di abbandonarci a una gioia senza peso e senza tempo, forse in quel preciso istante ritroveremo un briciolo di poesia.