Musiche di
Wolfgang Amadeus Mozart, Gioacchino Rossini, Nino Rota, Federico Maria Sardelli
QUARTETTO MAGDALENA
Claudia Bucchini (flauto), Domenico Masiello (violino),
Riccardo Savinelli (viola), Veronica Lapiccirella (violoncello)
Il programma propone un viaggio attraverso due secoli di musica, intrecciando capolavori senza tempo e pagine contemporanee concepite per l’organico intimo del flauto con trio d’archi.
L’apertura è affidata all’Ouverture del Barbiere di Siviglia di Rossini, riletta nella versione cameristica di Küffner il quale conserva tutta la brillantezza teatrale del celebre capolavoro rossiniano, trasformando l’energia dell’orchestra in un dialogo vivace tra fiato e archi.
Segue il Quartetto in do maggiore K 285b di Mozart, pagina di eleganza luminosa nella quale il flauto assume un ruolo di solista poetico, sostenuto da un intreccio sobrio e trasparente degli archi. Mozart, pianista e violinista, diceva di scrivere con più difficoltà per il flauto, che non era un “suo” strumento, ma lo considerava fondamentale per dare luminosità al suono dell’orchestra e se ne servì molto, inoltre il suo ultimo capolavoro fu Il Flauto Magico.
Il percorso approda quindi alla contemporaneità con un brano dell’eclettico musicista Federico Maria Sardelli, Empfindsames Quartett, brano che guarda alla sensibilità settecentesca filtrandola attraverso una scrittura attuale, ricca di sfumature espressive e di fine ironia stilistica. Sardelli, poliedrico artista livornese, è flautista, direttore d’orchestra barocca e compositore, ma anche pittore dalla prima giovinezza, scrittore, sceneggiatore e attore cinematografico e teatrale.
Torna poi Mozart con uno dei massimi capolavori scritti per questa formazione: il Quartetto in re maggiore K 285. Un gioiello di grazia melodica, equilibrio formale e cantabilità tipicamente mozartiana.
Chiude il concerto un omaggio al grande Nino Rota con una selezione di brani che celebrano la dimensione onirica e malinconica del grande autore delle musiche felliniane, evocando atmosfere di poesia sospesa e memorie cinematografiche senza tempo.
P R O G R A M M A
Gioachino Rossini (1792-1868)*
Ouverture dall’Opera “Il Barbiere di Siviglia”
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Quartetto per flauto e archi in do maggiore, K 285b
Federico Maria Sardelli (n. 1963)
Empfindsames Quartett per flauto ed archi
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Quartetto per flauto e archi in re maggiore K 285
Nino Rota (1911-1979)
La strada dei sogni. Omaggio a Nino Rota
*Versione cameristica di Joseph Küffner (1776-1856)
DETTAGLI SUL PROGRAMMA
Il programma propone un viaggio attraverso due secoli di musica, intrecciando capolavori senza tempo e pagine contemporanee concepite per l’organico intimo del flauto con trio d’archi.
L’apertura è affidata all’Ouverture del Barbiere di Siviglia di Rossini, riletta nella versione cameristica di Küffner il quale conserva tutta la brillantezza teatrale del celebre capolavoro rossiniano, trasformando l’energia dell’orchestra in un dialogo vivace tra fiato e archi.
Segue il Quartetto in do maggiore K 285b di Mozart, pagina di eleganza luminosa nella quale il flauto assume un ruolo di solista poetico, sostenuto da un intreccio sobrio e trasparente degli archi. Mozart, pianista e violinista, diceva di scrivere con più difficoltà per il flauto, che non era un “suo” strumento, ma lo considerava fondamentale per dare luminosità al suono dell’orchestra e se ne servì molto, inoltre il suo ultimo capolavoro fu Il Flauto Magico.
Il percorso approda quindi alla contemporaneità con un brano dell’eclettico musicista Federico Maria Sardelli, Empfindsames Quartett, brano che guarda alla sensibilità settecentesca filtrandola attraverso una scrittura attuale, ricca di sfumature espressive e di fine ironia stilistica. Sardelli, poliedrico artista livornese, è flautista, direttore d’orchestra barocca e compositore, ma anche pittore dalla prima giovinezza, scrittore, sceneggiatore e attore cinematografico e teatrale.
Torna poi Mozart con uno dei massimi capolavori scritti per questa formazione: il Quartetto in re maggiore K 285. Un gioiello di grazia melodica, equilibrio formale e cantabilità tipicamente mozartiana.
Chiude il concerto un omaggio al grande Nino Rota con una selezione di brani che celebrano la dimensione onirica e malinconica del grande autore delle musiche felliniane, evocando atmosfere di poesia sospesa e memorie cinematografiche senza tempo.



