Sul palco, un grande schermo e tante webcam portano in vita la storia di Giulietta, una ragazza coraggiosa che si oppone con forza al suo padre, gridando un deciso “no” all’odio che divide la sua città. Un racconto potente ambientato in Italia, dove il tema della famiglia si intreccia con il conflitto e il coraggio di cambiare le cose. Dedicato agli studenti delle scuole superiori, questo lavoro riesce nell’impresa di rendere il classico shakespeariano qualcosa di prossimo, riconoscibile, quasi intimo. L’originalità dello spettacolo risiede nella sua forma ibrida: un intreccio sapiente tra performance teatrale e linguaggio audiovisivo, tra la dimensione reale e quella proiettata. Un gioco di webcam, di luci, di sguardi in diretta e immagini riflesse, che moltiplica i punti di vista e fa risuonare la storia di Romeo e Giulietta non più come un antico dramma d’amore, ma come un racconto sempre nuovo. L’attore e drammaturgo Teodoro Bonci Del Bene apre la scena nei panni di un istrionico presentatore–DJ, sintetizzando la vicenda dei Montecchi e dei Capuleti con parole vive e musiche pulsanti. Ma il vero incanto si compie quando l’attore affida il cuore della narrazione a due giovani scelti tra il pubblico: Romeo e Giulietta. E accade qualcosa di magico. I partecipanti al gioco non devono riconoscersi ma fidarsi ciecamente di ciò che sentono, iniziano a parlare con le parole di Shakespeare. Ma non le ripetono soltanto: le incarnano, le vivono, le trasformano. Quelle frasi iconiche che tutti conosciamo tornano a pulsare di una vitalità nuova, tradita dal tremore della voce, da un labbro increspato, da un moto di imbarazzo. Dietro ai giovani attori, un grande schermo proietta in tempo reale dettagli, inquadrature, sguardi. La videocamera, occhio segreto, svela quello che di Romeo e Giulietta nessuno avrebbe mai potuto scrivere: l’imbarazzo dei 14 anni, il coraggio nascosto, la forza dei “no” di Giulietta, che con potenza inaspettata si oppone al padre. E nel farlo la nostra Giulietta improvvisata incarna tutta la potenza rivoluzionaria del personaggio. Il pubblico di coetanei osserva tra sorrisi sorpresi e silenzi densi, riconoscendo in quei protagonisti sè stesso. Perché quella storia, tanto antica quanto universale, parla proprio a loro: i turbamenti dei primi amori, la ricerca di identità, il coraggio di esporsi per le proprie idee ma soprattutto il passaggio dall’adolescenza all’adultità. Non è il finale a colpire ma la freschezza con cui il racconto si rinnova davanti ai nostri occhi.
L’antico si fa presente, la finzione si confonde con la realtà, e la storia più celebre del mondo si trasforma in una nuova possibilità: quella di raccontare l’amore non come un mito distante, ma come qualcosa che accade, ogni giorno, nei cuori di chi ancora ha il coraggio di ascoltarlo.
Tematiche: Adolescenza | Relazioni | Ricerca d’identità


